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giovedì 5 novembre 2009

DASHBOARD



«dashboard»Riepilogo dei dati archiviati nel tuo account.

Visualizza e gestisci tutti i dati archiviati in questo account

L'azienda Usa ha introdotto una funzione che consente agli utenti di visualizzare i dati raccolti

 

 

mercoledì 4 novembre 2009

BUGMENOT

Entrare nei siti senza registrazione: Copiare l'indirizzo del sito desiderato, andare qui :http://www.bugmenot.com/view/youtube.com   
scrivere il nome  del sito e si ottiene password e nome utente

Oppure per chi ha firefox 3 aggiungere semplicemente l'addon

https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/6349?src=api

martedì 3 novembre 2009

Maria stella gelmini


I migliori blog del momento


Trovare files in pdf o word su google

La rete è un inesauribile pozzo di risorse gratuite, l’unico problema è sapere come trovarle! I files migliori sono in formato pdf (apribile con Acrobat Reader) o doc (leggibile con Word) per cui:bisognerà dunque per prima cosa inserire nel form di Google la stringa “filetype:pdf” o “filetype:doc” (senza le virgolette) per restringere la ricerca a quei soli tipi di files. Dopodichè sarà necessario inserire l’argomento di nostro interesse, espresso nelle forme linguistiche più comuni (ad esempio Photoshop, Samsung mod. XYZ, fotografia, Excel, cucina cinese) ed eventualmente una parola riconducibile al tipo di pubblicazione (manuale, guida, corso, corso avanzato, ecc.).

domenica 1 novembre 2009

Hack di Google,trovare indirizzi email e altro lasciati incautamente nella rete


Grazie ai Tools di ricerca avazanta che Google ci mette a disposizione possiamo cercare degli specifici tipi di documenti grazie al comando “FILETYPE”.
Ad esempio se volessimo cercare dei file excel basterebbe scrivere, nella casella di ricerca di Google: 
filetype:xls 

                                                       

Seguendo questa logica si arriva facilmente a capire come questo comando legato al comando inurl possano rendere molto mirata la nostra ricerca e tendenzialmente pericolosa per chi non protegge a dovere i propri dati.
A titolo esemplificativo, e sopratutto per far capire che è sempre meglio non lasciare mail online dei file con nomi troppo banali ed ovvi, basterebbe scrivere questi comandi   :filetype:xls inurl:”email.xls”

per trovare tutti i file contenenti archivi di indirizzi email, lasciati incautamente in un file chiamato email.xls. Ma la stessa cosa possiamo farla con gli user name e passwords: filetype:xls username password
Oppure ancora con file riservati o provati :filetype:xls private OR reserved

ed è quindi indispensabile sapere come proteggersi da queste semplice ricerche sfruttando gli Hack di google.
Sempre seguendo questo concetto si possono fare ricerche ancche più pericolose, che ovviamente sconsiglio vivamente se non si vuol finire in guai seri, ovvero la ricerca di documenti militari e segreti. Premesso che è difficile trovarli, perchè tali strutture raramente lasciamo pubblici documenti del genere, ma è anche vero che errare è umano e google non ammette errori, e quindi: filetype:doc site:mil + classifield 


Buon divertimento e non fate danni 

by Pecunia no Olet !

venerdì 30 ottobre 2009

Il widget Blogumus,NEWS IN 3D come crearlo







martedì 27 ottobre 2009

Download files torrent whit adddon for firefox whitout software

Scaricare con un semplice addon per firefox senza alcun programma

domenica 25 ottobre 2009

Motore di ricerca per files torrents



download files torrents whitout software:scaricare files torrents senza programma!

Solitamente per scaricare sul nostro computer dei file torrent abbiamo bisogno di un programma apposito. In rete ne sono disponibili davvero tanti, tra cui segnaliamo sicuramente i vari uTorrent e BitTorrent. Oggi vediamo invece un servizio web che ci consente di scaricare file Torrent senza dover per forza usare un software.

Torrent2Exe

venerdì 17 luglio 2009

Classifica dei migliori blog


mercoledì 15 luglio 2009

grillo segretario

PD

domenica 12 luglio 2009

Widget for torrents files


sabato 11 aprile 2009

domenica 14 dicembre 2008

TORRENTPORTAL

lunedì 3 novembre 2008

tutto quello che ti serve per un forum

domenica 2 novembre 2008

Files torrents

mercoledì 15 ottobre 2008

TUTTI I SERIALS CHE VUOI

venerdì 10 ottobre 2008

VIDEOCHAT FREE;GRATUITA SENZA REGISTRAZIONE

mercoledì 8 ottobre 2008

30.000 DRIVERS GRATIS

SMS GRATIS

lunedì 6 ottobre 2008

BEATA IGNORANZA

domenica 5 ottobre 2008

WIDGETS


Galleria di WIDGET

martedì 30 settembre 2008

QUOTIDIANI ON LINE

domenica 28 settembre 2008

Carfagna



domenica 21 settembre 2008

Stretto di Reggio Calabria-Messina

giovedì 4 settembre 2008

TV-LIVE: MOVIE,CARTOON E ALTRO GRATIS

martedì 19 agosto 2008

LA CASTA DEI GIORNALI

I tagli ai costi della Casta sono nel DNA della Mondadori, di RCS, del Sole 24 Ore e dell’Espresso-La Repubblica.

Gruppi di punta del risanamento italico. L’importante, però, è che i tagli non li riguardino. Berlusconi, De Benedetti, la Confindustria e il “salotto buono” di RCS si fanno pagare i costi del telefono, della luce e dei francobolli per le spedizioni. Hanno un’IVA scontata e, se gradiscono, finanziamenti agevolati. Sono contento. I più ricchi imprenditori italiani lo sono un po’ anche per merito nostro. Quando lo psiconano leccherà un francobollo gratis per spedire Panorama e il liberal distruttore della Olivetti non pagherà la bolletta della luce penseranno a noi con affetto sincero.

“Per quello che riguarda i contributi indiretti, solo per le spese telefoniche, elettriche e postali, per la carta (a 495 «imprese editrici di quotidiani, periodici e libri») e per la riqualificazione professionale, lo Stato avrebbe dunque “rimborsato” in un solo anno 450 milioni di euro. Ne hanno beneficiato tutte le aziende editoriali, ma di fatto in misura più consistente i giornali a più alta tiratura.
La FIEG calcolava in 270 milioni, nel 2006, la sola “compensazione” per le agevolazioni postali in abbonamento versata dallo Stato a Poste Italiane S.p.A., attribuendoli nella misura di 100 milioni alle pubblicazioni no profit, di 48 ai quotidiani e di 120 ai periodici. In effetti le agevolazioni postali sono costate 303 milioni nel 2005 e 299 nel 2006, secondo il calcolo ufficializzato nel luglio 2007 dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà, rendendo pubblica un’indagine dell’Antitrust sul mercato dell’informazione (quotidiani, periodici, TV, nuovi media, ecc.). 7.124 le testate complessivamente sostenute, compresi il settore no profit (104 milioni) e gli editori di libri (25 milioni).
Circa 80 milioni risultavano assegnati a soli dieci editori: 18 milioni e 887 mila alla Mondadori, 17 milioni e 822 mila al Sole 24 Ore, 13 milioni e 753 mila alla RCS, 6 milioni e 966 mila alla San Paolo, 4 milioni e 689 mila al gruppo Espresso-Repubblica, 3 milioni e 603 mila all’Avvenire, 2 milioni e 996 mila a Conquiste del Lavoro, 2 milioni e 581 mila alla De Agostini, 2 milioni e 536 mila all’Athesia Druck, 2 milioni e 415 mila alla Stampa. All’undicesimo posto la Hachette Rusconi, con 2 milioni e 300 mila.
Più in generale, l’Antitrust rilevava che le agevolazioni postali «non hanno costituito una misura efficace per sviluppare degli abbonamenti e finiscono invece col favorire Poste Italiane, unico soggetto presso cui è possibile ottenere i benefici, ostacolando lo sviluppo di una piena concorrenza nei servizi di recapito» (un po’ quello che per decenni è avvenuto complessivamente per le provvidenze all’editoria gestite dall’Ente Cellulosa e Carta, dalle quali gli unici a guadagnarci erano i produttori di carta).
Questa specifica e ormai costosissima agevolazione fu concepita o solo giustificata per agevolare il superamento dello storico squilibrio italiano fra quotidiani venduti in edicola e quotidiani venduti per abbonamento, a causa della proverbiale lentezza delle nostre Poste regie e repubblicane.

Nel frattempo le Poste sono diventate S.p.A. Ma questa trasformazione societaria e la dispendiosissima “compensazione” statale non hanno sortito alcun effetto. Anzi, a parere dell’Antitrust, hanno concorso a strutturare un altro grosso centro di rendita privilegiata (per quanto S.p.A.), e un impedimento alla creazione d’una logica di mercato e di concorrenza nel settore di cui avrebbero potuto godere i giornali. Oltre ad assicurare una notevole mancata uscita ai grandi gruppi editoriali.
Sono poi soprattutto i grandi gruppi, i grandi giornali e le testate ad alta tiratura a beneficiare del cosiddetto regime speciale “monofase” di applicazione dell’IVA. All’editore, «quale unico soggetto passivo», è consentito di versare un’aliquota agevolata del 4% sulla vendita di libri, quotidiani e periodici, ma tale agevolazione viene estesa ad alcuni prodotti – libri, dvd, videocassette Vhs, giocattoli, ecc. – venduti in allegato alle pubblicazioni. Non esistono dati sulle dimensioni economiche complessive di questo mancato introito per l’erario, né dei danni subiti dagli operatori commerciali di fatto concorrenti non gratificati della stessa agevolazione. Ma se si considera che la tariffa applicata nei normali canali di vendita è del 20% e se si dà solo un’occhiata alle edicole (spesso veri e propri supermarket-librerie-giocattolerie), se ne può ricavare l’idea che si tratti di un privilegio economico, specie per un’editoria popolare dai grandi numeri, di notevole entità.
E non basta. Ci sono da mettere nel conto anche i finanziamenti «per il credito agevolato e il credito d’imposta in relazione agli investimenti fissi di ristrutturazione e ammodernamento della capacità produttiva». Che nel solo 2004, come abbiamo visto, ci sono costati 11 milioni e mezzo.” Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa

sabato 24 maggio 2008

misura la velocità della tua ADSL

Test your Internet connection speed at Speedtest.net

venerdì 18 aprile 2008

venerdì 28 marzo 2008

PECUNIA NON OLET !

PROGRAMMI FREE

http://software.aiutamici.com/software?r=y&C1=1&C2=3

domenica 23 marzo 2008

tv on web2

http://www.streamit.it/

martedì 18 marzo 2008

FREE MOVIE

MOVIE FREE

http://www.tv-live.it/

MOVIE FREE

http://www.tv-live.it/

sabato 8 marzo 2008

video

mercoledì 27 febbraio 2008

sabato 23 febbraio 2008

un sito dove ricercare TUTTO GRATIS




Tuttogratis






sabato 2 febbraio 2008

EMAIL TRUFFA

Da: IAS amanda ZUMBA
Johannesburg, Sud Africa
Telefono:
Email: amandazumba5@gmail.com

Egregio Signore,
Sono Signora Amanda Zumba una vedova di un cittadino dello Zimbabwe che vivono in Sud Africa con mio figlio Dave come un rifugiato, i ereditato la somma di US $ 12M (Dodici Stati Uniti America milioni di dollari) da mio marito, che ha depositato in un privato Società di sicurezza qui in Sud Africa prima della sua morte, egli è stato un agricoltore molto ricco di tabacco prima di morire. Politicamente Uccisi ()

L sono andati attraverso il vostro profilo e vi trovate interessanti come un partner che la fiducia può aiutare a trasferire il denaro di me out of South Africa. L am vivere come un rifugiato non è in grado di trasferire l'questo denaro me. Si prega di contattare il mio indirizzo e-mail di cui sopra o per telefono +27782111819, e-mail o indirizzo amandazumba5@gmail.com per favore non mi scrivere sul sito in modo che possa essere privato, scrivimi sulla mia email privata sopra.

L sono disposto a darvi qualche commissione, non essere sorpresa sono l'invio di questo tipo di mail, vi dirà di più quando l sapere da voi, hanno anche un buon amico di mio marito che è un direttore di banca qui Promessa che mi aiutano questo trasferimento di denaro dalla sua banca quando l ottenere la fiducia di qualcuno, la voglia di essere onesto con me, ti preghiamo di tutti è che l'esigenza da lei,

Ti invierà la mia immagine, il mio figlio, la mia immagine e la mia rifugiato ld internazionale, il passaporto in modo che tu possa vedere tutto di me, per favore non mi giù. Vi preghiamo gentilmente di mettere questo invito divino in considerazione.


L sono in attesa di vostre risposte
Signora Amanda. Zumba.
{Inglese}
FROM: MRS AMANDA ZUMBA
Johannesburg , South Africa
Phone:
Email: amandazumba5@gmail.com

venerdì 25 gennaio 2008

FINALMENTE PRODI A CASA

Prodi sconfitto in Senato: cade il governo
Il premier al Quirinale: si è dimesso
Voto di fiducia: 161 i no 156 i sì. L'Udeur si spacca, con Cusumano che vota sì: rissa, insulti e lui sviene

Prodi durante l'intervento in Senato (Newpress)
ROMA - Non ce l'ha fatta. Il sogno di Romano Prodi si è infranto in Senato di fronte all'arida realtà dei numeri al termine di una lunga giornata cominciata con l'intervento del premier in Aula alle 15 e terminata con Prodi che alle 21 si è recato al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano . Il presidente del Consiglio e il suo governo non hanno ottenuto infatti la fiducia richiesta. Hanno votato no in 161, mentre i sì sono stati 156. Un senatore (Scalera) si è astenuto, mentre tre erano gli assenti (Andreotti, Pallaro e Pininfarina). Il premier non è rimasto per ascoltare l'esito del voto, ma durante la votazione è immediatamente tornato a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio è poi andato al Quirinale dove ha rimesso il mandato nelle mani del capo dello Stato. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è riservato di accettarle. Il Quirinale ha poi comunicato che da venerdì pomeriggio cominceranno le consultazioni, partendo dai presidenti di Camera e Senato a cui Prodi aveva comunicato telefonicamente le sue dimissioni.

LA GIORNATA - Il voto è arrivato al termine di una seduta ad alta tensione dove il premier aveva chiesto un voto di fiducia proprio per verificare l'esistenza di una maggioranza a sostegno del governo dopo la decisione dell'Udeur di uscire dall'esecutivo. E proprio la decisione di un senatore dell'Udeur, Nuccio Cusumano, di dare il proprio consenso al governo nonostante la posizione ufficiale del partito, schierato per il no, aveva causato un battibecco con scambio di violente accuse che si era concluso con un malore dello stesso Cusumano e con una sospensione della seduta per una decina di minuti.

venerdì 18 gennaio 2008

video

CLEMENTE&SANDRA

mercoledì 16 gennaio 2008

mastella&sandra


ARRESTI DOMICILIARI PER SANDRA LONARDO MASTELLA
Gip le contesta presunta concussione a dirigente ospedaliero
postato 2 ore fa
Napoli, 16 gen. (Apcom) - Il Gip di Santa Maria Capua Vetere, a quanto apprende Apcom, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il Gip, secondo quanto si è appreso, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell'ospedale di Caserta.

Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente ha radici profonde: l'uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis.

martedì 15 gennaio 2008


domenica 13 gennaio 2008

PRRR PRODI

Ex Presidente dell'IRI nominato dalla DC responsabile di una voragine nei conti dell'Ente opportunamente insabbiata, ha poi svenduto la Cirio e la SME per risanare il "bilancio" dell'IRI, si è arricchito alle spalle dello Stato con i falsi studi sui treni ad alta velocità e poi per scampare allo scandalo Mani Pulite è diventato amico dei comunisti. E' stato fatto Presidente del Consiglio per fare da paravento a D'Alema e si è inventato la Tassa sui Conti Correnti per tutti, la Tassa Unatantum sulle moto (700.000 Lire)e ci ha regalato l'Europa con la modica Tassa di 60.000 Lire a testa,e poi la Tassa sul medico di famiglia 80.000 Lire a testa, e poi ha messo anche L'IRAP che ha stangato le aziende sane del nostro Paese, per non dimenticare che non riuscendo a far quadrare la spesa pubblica entrando in Europa ha svenduto la Lira alla ormai famosa cifra di 1 Euro = 1936,27 Lire invece che 1.500 Lire affossandoci definitivamente, quello che è stato scaricato dai Comunisti come Capo della Commissione Europea e che ha permesso l'invasione dei prodotti Cinesi a basso costo e senza alcun controllo sul nostro mercato, nell'ultimo mese di Presidenza della Commissione Europea si è fatto la legge ad hoc che gli garantisce il 55% dello stipendio che aveva cioè 13.700 € mesili per non fare una mazza,e per fare il Presidente dell'Unione prende 1.000.000 di € come rimborso spese. Questa è solo la memooria storica, senza contare gli aggiustamenti fatti per aiutare figli e parenti vari (ma quello lo ha fatto anche Visco, Mastella ecc.. ecc..)

venerdì 4 gennaio 2008

LA CASTA

LA CASTA
Il Senato non approva i tagli:
lievitano gli stipendi dei deputati

Secondo un'indagine del Sole 24 ore ci sarebbe un dislivello tra le buste paga dei senatori e quelle dei deputati. La situazione rischia di innescare una serie di ricorsi che vanificherebbero i contenimenti dei costi della politica che erano stato il vanto del presidente Bertinotti
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* Sui voli di Stato i giornalisti pagheranno il biglietto

montecitorio Roma, 3 gennaio 2008 - I deputati potrebbero riavere gli aumenti in busta paga, che la Camera dei deputati aveva sospeso e che erano stati una delle principali decisioni vantate dall'attuale presidente Fausto Bertinotti, in direzione di un contenimento dei costi della politica. Lo scrive oggi il 'Sole 24 Ore', spiegando che "nulla è stato formalmente deciso", ma la questione è all'attenzione dei questori di Montecitorio.



"Paradossalmente - spiega il quotidiano della Confindustria - l'aumento deriva dal blocco degli aumenti stabilito dalla Finanziaria in ossequio alla richiesta di sobrietà di tutte le istituzioni". Questo perché il Senato non aveva preso una decisione analoga a quella della Camera, causando "un dislivello negli stipendi di deputati e senatori che, se non venisse rimosso, si trascinerebbe per altri cinque anni".



"La patata bollente - scrive ancora il Sole - è ora nelle mani di Fausto Bertinotti". Il rischio è che, se rimanesse il dislivello, deputati (e in futuro ex deputati, che si troverebbero il vitalizio decurtato) potrebbero fare ricorso per riavere la differenza, vanificando i risparmi. Tre le soluzioni: linea dura, lasciando intatta la differenza tra Camera e Senato, aumento in busta paga a fine gennaio, limitando i possibili ricorsi al solo periodo 2007, infine restituzione degli arretrati ai deputati anche per il 2007: scelta quest'ultima, sottolinea il quotidiano, che secondo gli stessi deputati questori sarebbe "malcompresa" dall'opinione pubblica.

lunedì 31 dicembre 2007

PERCHE'?

2007 PERCHE'
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PERCHE'SI CONTINUA A TASSARE I REDDITI DEGLI OPERAI E DI TUTTI QUELLI CHE GUADAGNANO MENO DI 15.000€ L'ANNO?

PERCHE'DOBBIAMO PAGARE L'ICI SULLA PRIMA CASA?

PERCHE'ESISTE LA TASSA DI POSSESSO DI UN TELEVISORE?

PERCHE' NAPOLI E' PIENA DI SPAZZATURA E NESSUNO TROVA IL MODO DI RIPULIRLA?

PERCHE' MANDIAMO I NOSTRI SOLDATI A GIRO PER IL MONDO QUANDO ANCORA OGGI ABBIAMO PIU' DI CENTO MORTI AMMAZZATI PER MAFIA E CAMORRA?

PERCHE' DOBBIAMO SOPPORTARE AL POTERE POLITICI CON CONDANNE DEFINITIVE?

PERCHE' NELLE CARCERI NON SI FANNO LAVORARE I DETENUTI?

PERCHE' I RESPONSABILI DI APPALTI NON ANDATI A BUON FINE O DI OPERE INIZIATE E MAI FINITE ,NON VENGONO PERSEGUITI ANCHE DOPO,AL TERMINE DELLA LORO LEGISLATURA ,INSIEME CON QUELLI CHE LA CONTINUANO?

PERCHE' SI CONTINUA A SPRECARE TUTTO COME SE LA TERRA AVESSE FILONI INESAURIBILI?

PERCHE'L'INFORMAZIONE E' SOLO NELLE MANI DEI VENDUTI?

PERCHE' GLI STRANIERI CHE ENTRANO IN ITALIA E NON RISPETTANO LE REGOLE NON LI RISPEDIAMO AL MITTENTE?

PERCHE'LE TASSE PIU' I CONTRIBUTI PER LE PICCOLE ATTIVITA' IMPRENDITORIALI ARRIVANO OLTRE IL 60%?

PERCHE' C'E' UNA TENDENZA PATOGENA A COMPLICARE SEMPRE PIU' LE COSE,INVECE CHE A SEMPLIFICARLE?

PERCHE' IN OGNI GOVERNO C'E' UN RICCO CONTRIBUTO DI SADICI MALATI DI MENTE TENDENTE AD ARRICCHIRE DI NUOVE INUTILI LEGGI IL PAESE?

PERCHE' ANDREOTTI E COMPAGNIA BELLA NON SE STANNO A CASA A GIOCARE COI NIPOTINI?

PERCHE' SONO SCOMPARSI I SAGGI E SONO RIMASTI SOLO
I MASCALZONI?

PERCHE' TANTA GENTE SI DROGA?

PERCHE' I GOVERNI FANNO FINTA DI NON VEDERE I TRAFFICI DI COCAINA E LA PROSTITUZIONE?

PERCHE' NON ESITE UNA LEGGE CHIARA ED EFFICIENTE SULLE BANCHE E SULLA GARANZIA DEL RISPARMIO?

PERCHE' TANZI E COMPAGNIA BELLA, NON SONO RIMASTI NELLE PATRIE GALERE FINO AL 2024?

PERCHE' SI PERMETTE A UN UOMO PADRONE DI TUTTO DI CANDIDARSI PRESIDENTE?

PERCHE'LA SCUOLA NON INSEGNA PIU' NIENTE?

PERCHE' NON LI MANDIAMO TUTTI A .
PERCHE' SI FINANZIANO I GIORNALI CON 700 MILIONI DI EURO?

giovedì 13 dicembre 2007

E alla fine la Camera tagliò i tagli

E alla fine la Camera tagliò i tagli
I deputati sopprimono il tetto agli «stipendi d'oro» dei manager pubblici

Taglia, taglia, scusate il bisticcio, stanno tagliando i tagli. L'ultimo a essere soppresso è stato il tetto agli «stipendi d'oro». Passato al Senato, è stato cancellato alla Camera. Anzi, d'ora in avanti i «grand commis» pubblici potranno guadagnare anche di più. Alla faccia di tutte le promesse intorno al bisogno di sobrietà. E di tutti gli italiani che faticano ad arrivare a fine mese. Eppure, dopo tante retromarce nella sbandierata moralizzazione avviata solo per placare l'indignazione popolare, pareva che almeno questo principio fosse acquisito: chi lavora per la sfera pubblica (dai ministeri alle Regioni, dalle aziende di Stato alle municipalizzate) non deve avere buste paga, liquidazioni e pensioni troppo alte. Per mille motivi. Perché le nomine sono spesso dovute non alle capacità professionali ma alle amicizie giuste. Perché in cambio di certi appannaggi non viene chiesta talora efficienza ma piuttosto «gentilezze» al partito di riferimento. Perché nel mondo privato, tirato in ballo a sproposito, chi guadagna molti soldi deve anche render conto agli azionisti del proprio operato (nei Paesi seri) e non mangia contemporaneamente a due greppie: i contratti deluxe del libero mercato e le sicurezze del sistema pubblico.

Ed ecco che Palazzo Madama aveva approvato, all'articolo 144 della Finanziaria, le seguenti regole: «Il trattamento economico onnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle pubbliche finanze emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali (...) agenzie, enti pubblici anche economici, enti di ricerca, università, società non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica nonché le loro controllate, ovvero sia titolare di incarichi o mandati di qualsiasi natura nel territorio metropolitano, non può superare quello del primo presidente della Corte di cassazione». Cioè 275 mila euro l'anno. Chiaro? Chiarissimo: il limite valeva per tutti (tutti) gli stipendi pagati con soldi pubblici. Compresi «i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, i presidenti e componenti di collegi e organi di governo e di controllo di società non quotate, i dirigenti». E se per trattenere Fiorello o strappare Gerry Scotti a Mediaset la Rai fosse costretta a offrire più della concorrenza? Previsto anche questo: «Il limite non si applica alle attività di natura professionale e ai contratti d'opera» se si tratta di «una prestazione artistica o professionale indispensabile per competere sul mercato in condizioni dì effettiva concorrenza ». E se invece si trattasse di strappare alla concorrenza non un cantante ma un grande manager che sul libero mercato potrebbe guadagnare tre, quattro o cinque volte di più? Anche queste eccezioni erano previste. Come eccezioni, però. Le nuove regole infatti, diceva l'articolo 144, «non possono essere derogate se non per motivate esigenze di carattere eccezionale e per un periodo non superiore a tre anni». Di più: dovevano ottenere la firma del capo del governo e rientrare «nel limite massimo di 25 unità. Corrispondenti alle posizione di più elevato livello di responsabilità». Riassumendo: solo venticinque altissimi dirigenti pubblici in tutto il Paese e per un periodo limitato (quindi niente pensioni d'oro e niente liquidazioni stratosferiche) potevano guadagnare più di 275 mila euro l'anno. Tutti gli altri, sotto. E guai a chi faceva il furbo perché ogni contratto doveva d'ora in avanti essere trasparente. Di più: «In caso di violazione, l'amministratore che abbia disposto il pagamento e il destinatario del medesimo sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l'ammontare eccedente la cifra consentita».

Non bastasse, l'articolo fortissimamente voluto soprattutto da Massimo Villone e Cesare Salvi, autori del libro «I costi della democrazia», metteva un altro candelotto sotto i privilegi di certi boiardi di Stato: il divieto del cumulo di poltrone, a meno che non accompagnato da una robusta decurtazione delle prebende. Insomma: una piccola grande rivoluzione. Che per la prima volta cercava di mettere ordine in un sistema che negli ultimi anni aveva lasciato i cittadini basiti davanti a casi clamorosi. Come quello di Giancarlo Cimoli, che guadagnava alle Ferrovie circa 1,5 milioni di euro l'anno e se ne andò, per andare a guadagnarne 2,7 all'Alitalia, con una liquidazione per «raggiungimento risultati » (il pareggio) di 6,7 milioni. O del suo successore Elio Catania, che per un paio di anni alle Ferrovie (lasciate con un buco di 2 miliardi e 155 milioni) incassò una buonuscita di 7 milioni. O ancora quello di Massimo Sarmi che alle Poste prende un milione e mezzo di euro l'anno cumulando le buste paga da amministratore delegato e di direttore generale. Per non dire di certi arbitrati, compensati con parcelle da capogiro. Tre per tutte? Quella spartita (in tre) dal collegio guidato dall'ex presidente del Consiglio di Stato Mario Egidio Schinaia (1,4 milioni), quella finita al collegio presieduto dall'avvocato dello Stato Giuseppe Stipo (1,3 milioni per due verdetti), quella incassata dal collegio pilotato da Marcello Arredi, capo del dipartimento Infrastrutture stradali del ministero delle Infrastrutture e presidente nel 2006 di un collegio incaricato di regolare una controversia fra l'Anas e l'Impregilo: 1,2 milioni. Soldi in più, oltre lo stipendio. Potevano i potentissimi Grand Commis accettare una sforbiciata del genere? No. E così, subito dopo l'approvazione in Senato, talpe sapienti hanno cominciato a rosicchiare l'articolo 144, a partire dai trattamenti alla Banca d'Italia, comma per comma, riga per riga. Risultato: la Commissione Bilancio della Camera, tra le proteste di una pattuglia di indignati guidata da Villone, ha praticamente fatto saltare tutti, ma proprio tutti, i punti centrali. E a meno che non intervenga il governo, tutto continuerà come prima. Anzi, peggio. Perché il messaggio all'opinione pubblica, dopo tante promesse, è uno solo: marameo.

Lo stesso marameo che, dalle bianche spiagge di Bali, lanciano agli italiani i componenti della affollatissima delegazione italiana al vertice mondiale sul clima: 52 persone. Dicono Alfonso Pecoraro Scanio e il suo staff che altre delegazioni sono ancora più numerose. E che l'altra volta, a Montreal, l'allora ministro Altero Matteoli si portò perfino due agenti di scorta. Sarà. Ma ci restano alcune curiosità: come mai, nel mucchio, oltre a tre rappresentanti del Comune di Milano, due della Regione Lazio, un assessore della Toscana e l'assessore all'Ambiente della Campania Luigi Nocera, riemerso per l'occasione dai cumuli di immondizia napoletana, ci sono solo due sindacalisti della Cgil e della Uil e nessuno della Cisl? Possibile che nessuno della Cisl, con una collana di orchidee al collo, avesse da dire qualcosa sul pianeta?

Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
13 dicembre 2007