lunedì 19 novembre 2007

Governo in busta paga
di Gabriele Mastellarini
Due milioni di euro al mese. Tanto costano le retribuzioni dell'esecutivo. E molti sommano all'indennità anche lo stipendio o la pensione da parlamentare

TABELLA: LA CARICA DEI 101
Due milioni di euro al mese. Tra stipendi, pensioni, rimborsi, aumenti, assegni integrativi e via enumerando, il costo delle retribuzioni della compagine governativa, 101 tra ministri viceministri e sottosegretari, arriva appunto a quasi due milioni mensili. A tutti loro 'L'espresso' ha fatto i conti in tasca e gli emolumenti lordi complessivi di ciascuno sono riportati nella tabella qui sotto (nel nostro sito una versione più dettagliata con le singole voci della retribuzione).

Romano vola Sul gradino più alto c'è il presidente del Consiglio. A Prodi spettano 26.847,43 euro al mese così composti: 11.703,64 per lo stipendio da deputato, fino a 10.041,37 euro di diarie e rimborsi parlamentari esentasse, altri 4.208,43 di compenso per l'incarico di premier più un assegno integrativo di governo pari a 839,99 euro. Con la Finanziaria 2007 Prodi ha visto diminuire le sue entrate: le nuove regole dispongono infatti un taglio del 30 per cento dei compensi dei membri dell'esecutivo, con l'eccezioni dei tecnici, quelli cioè che non sono anche deputati o senatori. Una 'manovra' che ha portato un risparmio di appena 44.222 euro mensili e che ha appunto lasciato inalterati i compensi dei quattro ministri (Tommaso Padoa-Schioppa, Alessandro Bianchi, Paolo Ferrero, Luigi Nicolais) e dei 46 sottosegretari non parlamentari: a loro spetta una indennità di governo pari rispettivamente a 4.859 euro e 4.285 euro oltre allo stipendio-base di 11.269,21, lo stesso dei parlamentari, esclusi oneri previdenziali, rimborsi e diarie.

Onorevoli governanti "I ministri non parlamentari sono frequenti, anzi sono addirittura la regola in molti Paesi, ma sono l'eccezione in Italia", disse Tommaso Padoa-Schioppa, fresco di nomina all'Economia. Aveva ragione. Ma il nodo dell'incompatibilità tra mandato parlamentare e incarichi di governo resta ancora irrisolto per molti. Oltre a Prodi ci sono altri 21 ministri e dieci sottosegretari con scranno a Montecitorio o a Palazzo Madama. L'unico a dimettersi è stato Ferrero che così guadagna 16.128 euro al mese, quasi 9 mila in meno degli altri ministri-deputati. Anche Livia Turco ha presentato le dimissioni da senatrice nel luglio 2006, insieme ad altri sette sottosegretari designati. Ma dopo 16 mesi il Senato non ha ancora accolto l'addio del ministro della Salute e dei sottosegretari Magnolfi (Innovazione) e Danieli (Esteri), mentre Paolo Giaretta ha preferito rinunciare all'incarico di governo (e a 3 mila euro): "Ho deciso di dimettermi dal ministero delle Attività produttive in ottemperanza all'incompatibilità decisa dall'Ulivo tra l'incarico di governo e quello di Parlamentare".


Pensionati alla meta Sono state invece accolte dall'aula del Senato le dimissioni dei sottosegretari Alberto Maritati (Giustizia), Alfonso Gianni (Sviluppo economico) e Roberto Pinza (viceministro Economia). Pur rinunciando alle diarie esentasse (7.526,90 euro) e allo stipendio del Senato (12.005,95 euro) hanno recuperato la pensione parlamentare, che sarebbe stata sospesa se fossero rimasti in carica. Pinza ci ha guadagnato, e parecchio. Sommando la pensione di 9.387 euro e 15.554 euro da sottosegretario arriva a 24.520 euro, più dei ministri-senatori Mastella e Turco ai quali vanno rispettivamente 22.934 e 22.675, perché Mastella risiede a Ceppaloni, mentre la Turco vive a Roma e ha diritto a un minor indennizzo per le spese di viaggio. Dimissioni accolte, seppur in ritardo, anche per i senatori Vernetti e Bubbico e per i deputati Maria Letizia De Torre, Milos Budin e Giorgio Calò. Coerenti anche quelli di Rifondazione comunista: oltre al ministro Ferrero sono fuori Patrizia Sentinelli (Camera) e Alfonso Gianni (Senato) che ha riavuto la pensione di 6.590 euro. I sottosegretari-pensionati sono in tutto 19 e continueranno anche l'anno prossimo a incassare l'indennità ministeriale e il vitalizio mensile, nonostante il 23 luglio scorso gli Uffici di presidenza di Camera e Senato abbiano deciso di sospendere, dal primo gennaio prossimo, il cumulo tra pensione e indennità di governo. Ma la delibera, come si legge sul sito della Camera, si riferisce a chi "assuma" l'incarico "successivamente al primo gennaio 2008", quindi non riguarda gli attuali membri dell'esecutivo.
(19 novembre 2007)

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