venerdì 4 gennaio 2008

LA CASTA

LA CASTA
Il Senato non approva i tagli:
lievitano gli stipendi dei deputati

Secondo un'indagine del Sole 24 ore ci sarebbe un dislivello tra le buste paga dei senatori e quelle dei deputati. La situazione rischia di innescare una serie di ricorsi che vanificherebbero i contenimenti dei costi della politica che erano stato il vanto del presidente Bertinotti
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montecitorio Roma, 3 gennaio 2008 - I deputati potrebbero riavere gli aumenti in busta paga, che la Camera dei deputati aveva sospeso e che erano stati una delle principali decisioni vantate dall'attuale presidente Fausto Bertinotti, in direzione di un contenimento dei costi della politica. Lo scrive oggi il 'Sole 24 Ore', spiegando che "nulla è stato formalmente deciso", ma la questione è all'attenzione dei questori di Montecitorio.



"Paradossalmente - spiega il quotidiano della Confindustria - l'aumento deriva dal blocco degli aumenti stabilito dalla Finanziaria in ossequio alla richiesta di sobrietà di tutte le istituzioni". Questo perché il Senato non aveva preso una decisione analoga a quella della Camera, causando "un dislivello negli stipendi di deputati e senatori che, se non venisse rimosso, si trascinerebbe per altri cinque anni".



"La patata bollente - scrive ancora il Sole - è ora nelle mani di Fausto Bertinotti". Il rischio è che, se rimanesse il dislivello, deputati (e in futuro ex deputati, che si troverebbero il vitalizio decurtato) potrebbero fare ricorso per riavere la differenza, vanificando i risparmi. Tre le soluzioni: linea dura, lasciando intatta la differenza tra Camera e Senato, aumento in busta paga a fine gennaio, limitando i possibili ricorsi al solo periodo 2007, infine restituzione degli arretrati ai deputati anche per il 2007: scelta quest'ultima, sottolinea il quotidiano, che secondo gli stessi deputati questori sarebbe "malcompresa" dall'opinione pubblica.

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