domenica 7 ottobre 2007

La politica è la prima azienda italiana

COSTO DELLA POLITICA

di kingsun1 (12/06/2007 - 13:10)

Costo della politica: due conti dopo l'affondo di Mantezemolo

di Redazione (redazione@vita.it)

25/05/2007

«Stime recenti – ha continuato il Presidente di Confindustria - parlano di un costo complessivo della politica vicino ai 4 miliardi di euro».




«La politica è la prima azienda italiana – ha detto ieri Montezemolo - con quasi 180mila addetti: il costo della rappresentanza politica, nel suo complesso in Italia, è pari a quello di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna messi insieme e solo il sistema dei partiti costa al contribuente 200 milioni di euro all'anno contro i 73 milioni della Francia». «Stime recenti – ha continuato il Presidente di Confindustria - parlano di un costo complessivo della politica vicino ai 4 miliardi di euro».
Una cifra credibile, facciamo due conti. Oltre a essere il Paese d'Europa dove ci sono più incidenti stradali e rapine in banca, abbiamo anche il primato delle pensioni parlamentari più ricche. Infatti, da noi basta una mezza legislatura, pari a due anni e mezzo, e gli onorevoli rappresentanti del popolo maturano il diritto a una pensione. Mai vista una cosa del genere in nessun'altra democrazia al mondo. Il tutto ovviamente e rigorosamente bipartisan. Quando si tratta di privilegi, destra, centro e sinistra sono tutti d'accordo. Fino a oggi sono 2.238 quelli che percepiscono un vitalizio che oscilla dai 3.108 ai 9.947 euro. Inoltre, le ‘onorevoli' pensioni sono cumulabili con altri redditi (come dimostrano anche 2 vice ministri e 18 sottosegretari del governo Prodi), possono essere percepite a prescindere dall'età (prevista per tutti a 60 anni tranne che per i parlamentari) e si rivalutano automaticamente essendo collegate all'indennità degli eletti in carica (i sindacati dei lavoratori non hanno nulla da dichiarare?).
Nel 2006 i deputati in carica hanno versato 9 milioni e 400mila euro e le spese per le pensioni sono state 127 milioni, mentre al Senato si incassano quasi 5 milioni e se ne spendono quasi 60. Ma così non si va al collasso? Nulla di tutto questo: senza vergogna, ogni anno una legge dello Stato ripiana i conti della previdenza parlamentare con i soldi di tutti.
La Camera dei deputati per mantenere solo 630 deputati costa complessivamente circa un miliardo di euro l'anno. i dipendenti della Camera (112 mila euro di stipendio medio) sono passati da 1.757 a 1.897: 140 in più, per un costo di oltre 212 milioni di euro di buste paga.
Quanto a quelli del Senato, erano talmente tanti allo scoppio della crisi della prima Repubblica da essere drasticamente ridotti, tra il 1992 e il 2001, da 1.028 a 871. C'erano voluti nove anni per tagliarne 157, ne sono bastati cinque per assumerne 225. E salire al record: 1.096. Di cui 358 commessi, benedetti non solo da un nome più chic («assistenti parlamentari») ma anche da uno stipendio medio di 115.419 euro. A prova di vacche magre e alla faccia dei sacrifici chiesti ai cittadini.

Se poi allarghiamo il discorso dei costi della politica alle cariche elettive di comuni, province e comunità montane dobbiamo aggiungere circa 195mila amministratori con un costo di 746 milioni di euro l'anno. Troppi, sia come numero che come spesa
Noto ormai, anche il costo della Presidenza della Repubblica. Al 31 agosto del 2000 il personale in servizio al QUirinale era composto da 931 dipendenti diretti più 928 altrui avuti per «distacco», per un totale di 1.859 addetti. Tra i quali 274 corazzieri, 254 carabinieri (di cui 109 in servizio a Castelporziano!), 213 poliziotti, 77 finanzieri (64 della Tenenza di Torvajanica, che è davanti alla tenuta presidenziale sul mare sotto Ostia, e 14 della Legione Capo Posillipo), 21 vigili urbani e 16 guardie forestali, ancora a Castelporziano. Numeri sbalorditivi. Il solo gabinetto di Gaetano Gifuni era composto da 63 persone. Il servizio Tenute e Giardini da 115, fra cui 29 giardinieri e 46 addetti a varie mansioni. Gli artigiani vari impegnati nella manutenzione dei palazzi al Quirinale erano allora 59 tra i quali 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori. Il costo di tutto questo? 152 e mezzo milioni di euro.
Inoltre, è solo di poche settimane fa l'affondo della Corte dei Conti sui costi della burocrazia pubblica. Per la Corte l'incremento della spesa per le retribuzioni del personale pubblico in servizio, sia dei comparti statali che non statali e del personale in regime di diritto pubblico è stato del 12,8% tra il 2001 e il 2005, pari a 11.519,7 milioni di euro. Secondo la Corte all'aumento della spesa per le retribuzioni, tra l'altro, non coincide con una crescita del personale impiegato nel settore statale: tra il 2001 e il 2005, infatti, si è registrata una riduzione graduale delle unità in servizio (-2%), che erano di 2.027.526 nel 2001 e risultano essere 1.987.267 nel 2005. Quasi l'11% del Pil!


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